Nella seconda met
à dell'Ottocento Torino è centro della produzione dolciaria. Fra le ditte presenti in città ci sono la Talmone, nata nel 1850, e la Venchi, fondata nel 1878 dal pasticcere Silvano Venchi, che si imporrà sul mercato con i bon bon di nocciole piemontesi caramellate e ricoperte di cioccolato extra fondente.
Venchi associa innovazione, imprenditorialità e attenzione all'immagine: dalla confezione delle nougantine, decorata da un volto stilizzato di un sorridente negretto con turbante, alla nuova fabbrica di corso Regina Margherita, progettata da Pietro Fenoglio, protagonista del Liberty torinese.
La grandiosa esposizione universale del 1911 offre alle aziende la possibilità di sperimentare la forza dell'immagine pubblicitaria per il proprio prodotto.
Talmone si affida al cartellonista tedesco Oschner, che disegna la nota immagine dei "due vecchi" raffigurati su manifesti e scatole di latta per il cioccolato.
Venchi cavalca le spedizioni al Polo Nord, reclamizzando il "Cioccolato esploratore", con lo slogan "Persino gli Esquimesi lo apprezzano" e figurette di esquimesi che reggono gigantesche tavolette di cioccolata.
Dopo la guerra Talmone si fonde con sei aziende dolciarie e nel 1924, con il coordinamento di Riccardo Gualino nasce la Unica, con una produzione diversificata di caramelle, cioccolato, confetti e biscotti.
Il processo di industrializzazione della filiera alimentare viene sancito dal punto di vista dell'immagine con l'edificazione di un grande stabilimento industriale in corso Francia, nella zona di ampliamento della città già individuata come asse di sviluppo per l'industria dal grande insediamento di Napoleone Leumann.
Contestualmente all'ampliarsi della produzione vengono aperti negozi monomarca nei principali centri italiani.
Le strategie di comunicazione dei prodotti si articolano tra campagne pubblicitarie e studio delle confezioni, che vengono affidate ai più vivaci esponenti della grafica e dell'arte. Si deve all'interesse di Gualino per le tendenze dell'arte contemporanea e ai suoi contatti con gli ambienti più attivi della scena artistica italiana, la firma di Fortunato Depero sulla cartolina pasquale del 1927 per l'Unica, caratterizzata dai tipici tratti semplificati e gioiosi del gruppo legato al Secondo Futurismo.
In seguito al tracollo della fortuna di Gualino, l'Unica viene assorbita nel 1934 dalla Venchi, originando la Venchi Unica.
Non cessano tuttavia i coinvolgimenti di artisti nella comunicazione aziendale: ancora Depero, insieme ad altri artisti del Secondo Futurismo, disegnano contenitori per la cioccolata Venchi in collaborazione con le ceramiche di Albisola, mentre si mantiene la storica immagine dei nonni del Cacao Talmone.
Dopo la chiusura della fabbrica torinese nel 1978 e la riapertura in provincia di Cuneo, prosegue la politica di acquisizione di marchi storici come la Cuba, fondata nel dopoguerra da Pietro Cussino, altro pasticciere sperimentatore di pralineria tradizionale con i cuneesi al ruhm.
La Cuba Venchi si ricostituisce definitivamente come Venchi nel 2003. Le produzioni storiche dei diversi marchi proseguono: il cacao Talmone ancora reclamizzato dai "due vecchi", le nougatine Venchi nella carta col negretto, i cuneesi Cuba avvolti nelle carte rosso-oro.
La Venchi, come altre aziende del settore, si inserisce nella ricerca nel campo del food-design, anche in collaborazione con le scuole di design.
Un nuovo fortunato prodotto unisce innovazione dolciaria e veste formale: il "Chocaviar", microsfera di purissimo cacao, lavorata a mano e venduta nel vasetto classico da caviale. L'azienda continua oggi a cavalcare, nella comunicazione come nel design dei propri prodotti, il binomio tradizione-innovazione.