Nel secondo dopoguerra la Fiat acquisisce dall'azienda americana Westinghouse la licenza per produrre apparecchi frigoriferi, negli stabilimenti torinesi del Lingotto dove da lì a poco sorgerà la linea di produzione della Cinquecento. In un'Italia ancora povera e solo parzialmente servita dalle infrastrutture per la distribuzione dell'energia elettrica, gli elettrodomestici faticano però a imporsi e rimangono appannaggio di poche centinaia di privilegiati.
La mancanza di un robusto mercato stimola l'azienda a prendere iniziative promozionali, come regalare frigoriferi ai concessionari di automobili e ad avviare campagne mirate di pubblicità e comunicazione, nel tentativo, condiviso con altre aziende del settore, di diffondere il bisogno di strumenti che ancora molti ritenevano necessari solo nella stagione estiva o comunque sostituibili dalle ghiacciaie. Dal punto di vista progettuale e del design del prodotto, i frigoriferi Fiat non si discostano dalle caratteristiche della produzione tipica degli anni Cinquanta. Le macchine per lo stampo delle scocche metalliche bombate, vere e proprie carrozzerie, vengono messe a punto con la casa madre e le innovazioni tecnologiche acquistate all'estero. Per esempio lo sbrinatore automatico della Paragon Electric di New York era commercializzato come "applicazione speciale per frigoriferi Fiat 175 lt."
Il salto di qualità avviene con il boom economico degli anni Sessanta e l'affrancamento dell'industria italiana dal piano Marshall.
I brevetti americani vengono in parte abbandonati e la ricerca e lo sviluppo di tecnologie diventano più autonomi, sebbene sempre orientati a realizzare prodotti dalle migliori prestazioni piuttosto che attenti all'aspetto estetico e formale. All'inizio degli anni Settanta la Fiat avvia, su licenza americana, un grande stabilimento a Riva di Chieri per la produzione di compressori a tenuta stagna. Gli Aspera sono così efficienti che la loro produzione continua fino al 1986, quando l'azienda viene ceduta al colosso americano Whirpool (attualmente la linea di produzione appartiene alla brasiliana Embraco che ha delocalizzato la produzione in stabilimenti all'estero).
La fabbricazione di elettrodomestici bianchi nell'orbita del gruppo Fiat declina con la crescita in Italia di aziende specializzate, come la Indesit, la Ignis, la Candy e la Merloni, nomi che occupano un posto di rilievo nella storia del made in Italy.