La Fabbrica italiana di penne a serbatoio Aurora nasce nel 1919 in via della Basilica 9, nel cuore di Torino. Il nome scelto per la società vuole simboleggiare l'avvio di un nuovo corso della storia italiana dopo la crisi della guerra. Fin dalle origini, l'azienda torinese si mostra particolarmente innovativa. All'inizio degli anni Venti produce le prime penne pubblicitarie, in particolar modo creando personalizzazioni per la Fiat; già nel 1926 è presente, solo a Milano, con 55 punti vendita che comprendono cartolerie, oreficerie (per i prodotti laminati), officine grafiche e grandi magazzini come “La Rinascente”.
Dopo la distruzione della sede storica a causa dei bombardamenti del 1943, Aurora trasferisce il proprio stabilimento alle porte nord della città, nei pressi dell'Abbadia di Stura, abbazia benedettina medievale che l'azienda ha recuperato recentemente come sede del Museo del segno e della penna, gestito dall'Associazione Aurea Signa.
Uno dei prodotti storici è la penna Aurora 88 (1946), disegnata da Marcello Nizzoli: è munita di un piccolo pennino avvolto da una giunzione carenata e dotata di caricamento a stantuffo.
Intorno agli anni Settanta, nonostante il boom legato alla nascita della penna a sfera, Aurora vince questa sfida lanciando sul mercato due collezioni: Hastil (1970) e Thesi (1974). Progettate da Marco Zanuso, hanno un grande successo; in particolare Hastil guadagna un posto al Museum of Modern Art di New York. Negli anni Ottanta Aurora affronta la crisi della penna stilografica con il revival delle sue prime penne. Il prestigio del marchio italiano è ulteriormente rilanciato negli anni Novanta con la creazione di edizioni limitate dedicate a personaggi illustri (come Cristoforo Colombo, Carlo Goldoni, Dante, Leonardo Da Vinci) oppure alle ricorrenze aziendali (come 75°, 80° e 85° anniversario).
In tutta la sua storia Aurora unisce l'alta specializzazione dei suoi artigiani, l'ottima qualità delle sue collezioni e l'utilizzo di materiali preziosi con il design più creativo. Tra i designer che hanno lavorato per Aurora -oltre a Nizzoli e Zanuso- anche Giorgetto Giugiaro (Kona,1980) e Giampiero Maria Bodino (Ipsilon,1993; Talentum, 2000; Leonardo Da Vinci, 2002).Allo stesso modo, famosi cartellonisti: Biscaretti di Ruffia, Achille Luciano Mauzan, Giuseppe Borghi, Luigi Paradisi (Lupa), Italo Orsi. Uno dei punti di forza dell'Aurora, oltre alla comunicazione, è la ricerca di soluzioni tecniche innovative. Già negli anni Trenta propone la camiciatura interna in alluminio che offre due vantaggi: garantire una minore deformabilità della celluloide esterna e assicurare una migliore tenuta ermetica in caso di deterioramento interno del serbatoio in gomma. Dello stesso periodo il nuovo sistema di ancoraggio del serbatoio in gomma alla giunzione, per garantire una migliore tenuta, e la realizzazione della clip antiscippo.
La penna Asterope, lanciata sul mercato nel 1934, è molto innovativa. È priva del tradizionale cappuccio, che consiste in due cilindri di diverso diametro, scorrevoli l'uno rispetto all'altro, uno costituito dalla vera e propria penna, l'altro dalla custodia esterna.
Con la produzione di Etiopia e il ritorno al sistema di caricamento a pennino fisso, vengono proposti granuli di inchiostro secco che vengono riposti in un piccolo vano posto sul fondello svitabile del serbatoio. Altra innovazione importante nel 1954, con la possibilità di alloggiare nel corpo della penna una doppia cartuccia di inchiostro: una riserva sempre pronta per la prima volta in commercio.
Nei modelli più recenti ritroviamo meccanismi particolari come la riserva nascosta (consente di proseguire la scrittura anche quando viene segnalata la mancanza di inchiostro), il caricamento a pistone o il pennino rientrante azionato da un sistema a vite (come nella penna Umberto Nobile).