Smantellati gli impianti dai tedeschi a partire dal 1943, dal 1950 l'impianto a ciclo integrale di Cornigliano fu ricostruito.
Alla fine degli anni '50 lo spazio occupato dalla nuova acciaieria raggiungeva circa 160 ettari, di cui ben 120 sottratti al mare.
Questa vasta superficie era collegata senza soluzione di continuità all'aeroporto modificando la linea costiera e separando dal mare intere comunità.
Inoltre, le dimensioni produttive raggiunte dalle acciaierie di Cornigliano, determinarono un degrado delle condizioni di vita del quartiere.