La Fiat 600 viene presentata al Salone di Ginevra nel 1955 e rivoluziona l'idea e la pratica della vettura utilitaria in Italia.
Per progettare quello che era stato annunciato come "modello di vettura minore, ultraeconomica", Dante Giacosa abbandona lo schema tradizionale della Topolino, con motore anteriore e trazione posteriore, adottando invece la sistemazione del gruppo motore trasmissione "tutto indietro". Questa soluzione permette di contenere il peso del veicolo, eliminando l'intero albero di trasmissione e semplificando tutta la costruzione della cassa sottratta alle sollecitazioni del motore, e di migliorare l'abitabilità della cabina, aumentando gli spazi e riducendo il rumore.
Il motore rimane invece quello tradizionale: un quattro cilindri in linea, raffreddato ad acqua con cambio a quattro marce con le tre superiori sincronizzate nonostante si fosse in un primo momento pensato a un propulsore raffreddato a aria e al cambio automatico. Le sospensioni anteriori sono a ruote indipendenti come Giacosa aveva appreso presso l'americana Chrysler.
La cilindrata è di 633 cc con potenza 21,5 cv a 4.600 giri/minuto. La velocità massima raggiunge i 95 km orari. Il peso non supera i 515 kg e il consumo è di 6 litri ogni 100 km.La 600 è la prima automobile Fiat prodotta in grande serie, più di 1.000 unità al giorno; a tal fine, la Fiat utilizza gli aiuti del Piano Marshall per modernizzare gli impianti di Mirafiori sud dotandoli di linee a trasferta e sistemi di trasporto aereo su gancio. Venduta a 590.000 lire nella versione berlina, nel 1956 la 600 viene presentata nella versione "trasformabile", con tetto apribile e finiture più curate, e "multipla", una giardinetta con lo stesso motore della berlina ma dimensioni e peso maggiori. Le due versioni costano rispettivamente 635.000 lire e 730.000 lire.
Nel 1955 il prezzo di una 600 berlina, acquistabile anche a rate, equivale a 10 stipendi di un operaio e sei di un impiegato. Essa ha un successo strepitoso: nel primo anno ne vengono prodotte 115.000 unità, ma ben presto le richieste superano la capacità produttiva costringendo i potenziali acquirenti a tempi di attesa superiori all'anno.
D'altra parte negli anni di produzione della 600 la motorizzazione in Italia compie passi da gigante; se nel 1954 circolano sulle strade italiane 690.700 vetture, esse diventano 861.300 nel 1955 e superano il milione nel 1956. Nel 1969, le automobili in circolazione nella penisola sono diventate oltre 10 milioni.
Dal 1957 vengono apportate diverse modifiche alla 600 originale, soprattutto nella carrozzeria e negli interni; è però la 600 D, presentata nell'autunno del 1960, a mostrare novità meccaniche significative: è aumentata la cilindrata del motore a 767 cc con potenza di 29 cv a 4.800 giri al minuto e la velocità massima supera i 110 km orari. La produzione della 600 in Italia prosegue fino al 1969-1970, con una realizzazione complessiva di oltre 2.600.000 unità.