Come le altre realtà siderurgiche italiane, anche quelle dislocate in Liguria nella prima metà dell'Ottocento non sono in grado di competere in termini di prezzo con i semilavorati e i prodotti finiti importati, a causa dell'arretratezza delle tecnologie utilizzate e dell'uso del costoso carbone di legna che accresce il costo di produzione del ferro.
Si tratta di imprese di piccole dimensioni, basate ancora sui "fuochi bassi" che servono un mercato locale ristretto di componenti in ferro per gli artigianali cantieri navali. Intorno agli anni Quaranta, la produzione di ferro al carbone tocca nella regione le 1.500 tonnellate.