Urbanista, editore, scrittore, uomo di cultura, Adriano Olivetti è soprattutto un industriale che crede nell'impresa come vero motore dello sviluppo economico e sociale.
Nasce a Ivrea l'11 aprile del 1901. La vocazione per il mondo dell'industria la eredita dal padre Camillo. Negli anni della formazione, Adriano è molto attento al dibattito sociale e politico; frequenta ambienti liberali e riformisti, collabora alle riviste "L'azione riformista" e "Tempi nuovi" ed entra in contatto con Piero Gobetti e Carlo Rosselli.
Dopo la laurea in Chimica industriale conseguita al Politecnico di Torino, nel 1924 inizia l'apprendistato nell'azienda paterna come operaio.
L'anno seguente, compie un viaggio di studi negli Stati Uniti.
Al ritorno, propone vari progetti per modernizzare l'attività della Olivetti. La nuova organizzazione fa aumentare in maniera significativa la produttività della fabbrica e le vendite dei prodotti. Nel 1932 diventa Direttore Generale dell'azienda, di cui diventerà Presidente nel 1938.
In quegli anni Adriano ripone molta attenzione al rapporto fra impresa e territorio: partecipa agli studi per un piano regolatore della Valle d'Aosta (1937), collabora con l'Istituto Nazionale di Urbanistica e nel 1948 ne diventa membro del Consiglio Direttivo. Nel 1949 fa "rinascere" la rivista "Urbanistica" e due anni più tardi collabora con il comune di Ivrea per avviare un nuovo piano regolatore.
Alla fine della II guerra mondiale l'attività di Adriano Olivetti come editore, scrittore e uomo di cultura si intensifica.
Durante l'esilio in Svizzera (1944-1945) completa la stesura del libro "L'ordine politico delle comunità", pubblicato alla fine del 1945. Vi sono espresse le idee alla base del Movimento Comunità, che fonda nel 1947, per istituire nuovi equilibri politici, sociali, economici tra i poteri centrali e le autonomie locali.
La rivista "Comunità" inizia le pubblicazioni nel 1946. Per tradurre le idee comunitarie in realizzazioni concrete, nel 1955 fonda l'IRUR - Istituto per il Rinnovamento Urbano e Rurale del Canavese - con l'obiettivo di combattere la disoccupazione.
L'anno seguente il Movimento Comunità si presenta alle elezioni comunali e Adriano Olivetti viene eletto sindaco di Ivrea.
Sul piano aziendale, Adriano guida la Olivetti verso gli obiettivi dell'eccellenza tecnologica, dell'innovazione e dell'apertura verso i mercati internazionali, dedicando particolare cura anche al design industriale e al miglioramento delle condizioni di vita dei dipendenti.
Nel 1956 l'Olivetti riduce l'orario di lavoro da 48 a 45 ore settimanali, a parità di salario. Si costruiscono quartieri per i dipendenti, nuove sedi per i servizi sociali, la biblioteca, la mensa. A realizzare queste opere sono chiamati grandi architetti: Figini, Pollini, Zanuso, Vittoria, Gardella, Fiocchi, Cosenza, ecc.
Anche nel design industriale Adriano Olivetti sceglie collaboratori di grandissimo valore, come Marcello Nizzoli ed Ettore Sottsass. Grande cura viene dedicata anche alla grafica e alla pubblicità e la Olivetti diviene un punto di riferimento mondiale per il design industriale. Il successo di Adriano Olivetti ottiene il riconoscimento della National Management Association di New York che nel 1957 gli assegna un premio per "l'azione di avanguardia nel campo della direzione aziendale internazionale".
Adriano Olivetti muore improvvisamente il 27 febbraio 1960 durante un viaggio in treno da Milano a Losanna, lasciando un'azienda presente su tutti i maggiori mercati internazionali, con circa 36.000 dipendenti, di cui oltre la metà all'estero.