Guido Donegani nasce a Livorno il 26 marzo 1877 da
una famiglia di commercianti e industriali: la famiglia materna è titolare di un negozio di medicinali e poi di una distilleria, la famiglia paterna include commercianti ed armatori. Si laurea in Ingegneria Industriale a Torino nel 1901 e inizialmente lavora presso i Cantieri Ansaldo di Genova.
Dal 1901 al 1907 studia la situazione mineraria in Toscana e ricopre la carica di Assessore ai lavori pubblici nel comune di Livorno, occupandosi, in questa veste, dell'approvvigionamento idrico della città. Nel 1910, come già suo padre in precedenza, diventa amministratore della Società Mineraria Montecatini in Val di Cecina, nata nel 1888 per sfruttare le miniere di rame nella zona. Grazie alla sua conoscenza della situazione mineraria, ma anche all'attenzione ai possibili sviluppi del mercato, disinveste nel settore del rame e si rivolge a quello delle piriti che servono a produrre acido solforico, componente essenziale dei concimi chimici.
Il settore della produzione di concimi di sintesi per l'agricoltura è, in questo periodo, giudicato promettente in considerazione sia del ritardo italiano in questo campo sia in virtù della natura ancora prevalentemente agricola del nostro paese. Donegani ingloba nella Montecatini un'altra azienda del settore, l'Unione Piriti; la Montecatini si trasforma da società mineraria in chimica e si appresta a diventare la principale industria chimica del paese, con conseguente trasferimento di sede a Milano. Il primo decennio della gestione Donegani è caratterizzato dall'ampliamento del settore chimico della Montecatini. Alla fine di questo periodo la società possiede in Italia oltre 40 stabilimenti per la produzione di concimi, prevalentemente fertilizzanti fosfatici, e altri che si occupano di produzioni chimiche differenti, i cosiddetti "intermedi".
Nel 1918 Donegani diviene Presidente della Società e nel 1921 viene eletto deputato. Successivamente si avvicina al fascismo e tale adesione non viene meno neanche dopo il delitto Matteotti; è inoltre consigliere della Camera dei Fasci e delle Corporazioni nonché senatore. Nel 1921 avviene anche l'incontro con Giacomo Fauser particolarmente significativo perché inaugura alla Montecatini la fase di sviluppo legata all'azoto. Fauser e Donegani si incontrano a Novara grazie alla mediazione del senatore Conti, imprenditore e proprietario di un'azienda elettrica, a cui in un primo tempo si era rivolto Fauser.
Questi presenta il suo procedimento per ottenere ammoniaca, in via sperimentale: con un reattore ricavato da un obice residuato della prima guerra mondiale. Riesce a produrre 4 kg al giorno di ammoniaca in condizioni di temperatura e pressione molto più favorevoli di quelle usate nel decennio precedente negli impianti industriali delle industrie chimiche tedesche che avevano mantenuto il segreto sul loro procedimento.
Donegani comprende subito le potenzialità dell'invenzione di Fauser e nello stesso anno costituisce con lui la Società Elettrochimica Novarese con un capitale sociale pari a 3 milioni di lire. Grazie alla collaborazione con Fauser, la Montecatini sviluppa in pochi anni tutta la chimica dei derivati dell'azoto, tra cui l'urea. Donegani, ispirandosi alle grandi aziende europee, decide di estendere gli interessi dell'azienda nel comparto della chimica organica: in questa ottica acquisisce l'Acna per realizzare coloranti artificiali ma anche coloranti, esplosivi e fibre artificiali.
L'interesse di Donegani per la ricerca è tale che il primo laboratorio fondato a Novara risale al 1922. In sostituzione di questo, nel 1934, viene inaugurato, sempre a Novara, un imponente Laboratorio Ricerche Scientifiche di Chimica Inorganica, costruito su tre piani e dotato di strumentazione scientifica d'avanguardia per i tempi. Sempre nel 1934 viene aperto a Cesano Maderno il Laboratorio di Ricerche di Chimica Organica per la Società di settore ACNA.
Nel 1939 si decide di istituire a Novara l'Istituto Scientifico Guido Donegani per Ricerche e Sperimentazioni Chimiche; il nuovo laboratorio di ricerca inizierà la sua attività nel 1941 a guerra già iniziata. Nell'agosto 1941 sono attivi 14 laboratori, le officine meccanica, elettrica, vetraria e una biblioteca. Negli anni Trenta la Montecatini sviluppa i suoi rapporti con aziende estere, attraverso la cessione di licenze o la realizzazione di joint-ventures.
Nel 1936 la Montecatini e lo Stato italiano danno vita all'ANIC (Azienda Nazionale Idrogenazione Combustibili). Le ricerche di Fauser consentono di realizzare nel 1938 le due raffinerie di Bari e di Livorno per la lavorazione di oli minerali albanesi, balcanici e mediorientali per produrre gas liquefatti e oli lubrificanti. Nel 1946 Guido Donegani, accusato di aver collaborato col regime fascista dal CLN e in seguito assolto, lascia la guida della Montecatini; nel frattempo si è passati dai 3 milioni di lire di capitale sociale del 1910, con poche centinaia di dipendenti, ai 2 miliardi di lire anteguerra, con oltre 50.000 tra tecnici e operai. Guido Donegani muore a Bordighera il 16 aprile 1947.
Contributo realizzato grazie ai materiali prodotti dal Liceo scientifico "A. Antonelli" di Novara.