Giuseppe Miroglio nasce ad Alba, in provincia di Cuneo, il 15 luglio 1886, primogenito di Carlo e Angela Scarzello, commercianti tessili. All'età di sedici anni comincia insieme ai fratelli ad affiancare i genitori nella gestione del negozio di famiglia, aperto nella centrale piazza Duomo, e al termine degli studi tecnici, nel 1913, entra a pieno titolo nell'attività dell'Azienda.
Giuseppe dimostra subito brillanti intuizioni commerciali. Assume la responsabilità degli acquisti, modificando le scelte fino ad allora seguite dal padre e razionalizzando la scelta dei fornitori, ridotti di numero da 62 a 12, e selezionati tra fabbricanti importanti, come Marzotto, Mazzonis, De Angeli & Frua. La riduzione dei costi di acquisto gli permette anche di aprire al mercato all'ingrosso.Con l'avvicinarsi della prima guerra mondiale, e per fronteggiare il progressivo rallentamento degli affari, Miroglio decide di modificare l'azienda in base ad esigenze specifiche. Allestisce così un laboratorio di confezioni dopo aver ottenuto dal Commissario per l'acquisto di generi per l'esercito la sostanziosa fornitura di 100 mila camicie e 50 mila slip. Un anno e mezzo dopo viene richiamato alle armi e assegnato al IX reggimento dei bersaglieri.
Al suo ritorno nel 1918 riprende con successo la gestione dell'attività, sfruttando la crescita dei consumi dettata dall'euforia dell'immediato dopoguerra. Ma presto Giuseppe si trova a fronteggiare la crisi dei primi anni Venti e, unendo le forze di tutta la famiglia, decide di creare nuovi esercizi commerciali a Nizza Monferrato, Alba, Cuneo e Genova, in cui smerciare le enormi quantità di tessuti in eccesso giacenti in magazzino in seguito al crollo delle vendite. In particolare si dedica alla gestione dell'originario negozio di Alba e del punto vendita di Nizza Monferrato (AT). La strategia commerciale intrapresa e basata sulla promozione a prezzi ridotti consente non solo di assicurare ai Miroglio la liquidità necessaria per far fronte ai fornitori, ma anche di rilevare nuovi negozi e di affermarsi sul territorio.
La scelta di vendere a prezzi contenuti, privilegiando il volume d'affari, sarà una costante nella politica aziendale di Miroglio, che sosteneva "è meglio guadagnare poco ma vendere grandi quantitativi".Nel frattempo, nel 1921, Giuseppe sposa Elena Viglino, da cui avrà quattro figli: Carlo (1922), Franco (1924), Angioletta e Maria Clotilde.
Nel 1928 viene sciolta la società familiare, e solo Giuseppe resta ad Alba a continuarne autonomamente l'attività, riflettendo pienamente in essa il suo carattere autoritario e il suo spirito imprenditoriale. Nel 1930 acquista dall'amministrazione comunale i locali di piazza Duomo al prezzo di 300 mila lire e progressivamente avvia la trasformazione della sua azienda commerciale. Sfruttando la forte produzione di bozzoli dei bachi da seta del territorio cuneese, nel 1934 Miroglio si associa con due piccoli commercianti, acquistando l'intero quantitativo di bozzoli esistenti ad Alba ad un prezzo molto basso e affidandolo ai soci per l'essicazione. Decide inoltre di trasformare i bozzoli prima in filati, e poi in tessuti di seta grezza da far lavorare negli stabilimenti specializzati del comasco. Le seterie Miroglio acquistano rinomanza e i tessuti vengono venduti in tutta Italia direttamente da Giuseppe, che visita personalmente i migliori negozi, per poi assumere venditori e rappresentanti.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale è però costretto a limitare alla sola Alba il proprio giro d'affari, che si riducono fino a cessare del tutto, portando Miroglio a chiudere i suoi punti vendita.Nel 1947 riapre il negozio in piazza Duomo e intraprende una vera e propria attività industriale, in modo da poter vendere un prodotto interamente realizzato in proprio, con un ciclo di lavorazione completa. Il progetto, iniziato con la costruzione dello stabilimento per la tessitura (1950), viene realizzato gradualmente nel corso di un decennio, grazie anche all'aiuto dei due figli maggiori, nel frattempo entrati in azienda al termine degli studi di ragioneria.
Nel 1955, all'età di 69 anni, Giuseppe compie un'ulteriore svolta nella propria attività.
Cede il controllo dell'impresa ai figli e si dedica allo sviluppo di un settore pressoché inesistente in Italia, la produzione di confezioni femminili in serie: costruisce così lo stabilimento della Vestebene. Nel 1957 fa realizzare un impianto per la tintoria e stamperia. Questa è la sua ultima azione rivolta direttamente all'azienda di cui comunque continua ad occuparsi fino alla morte, avvenuta il 22 novembre 1979.
Nominato Cavaliere del Lavoro nel 1973, Giuseppe Miroglio ha ispirato la conduzione della sua azienda ai principi della collaborazione, radicandola nel territorio e attuando numerose iniziative a favore dei dipendenti, seguendo le forme del paternalismo d'impresa; in particolare la creazione di alloggi, di un asilo e della Fondazione Opera Elena Miroglio, per l'assistenza sociale e sanitaria dei lavoratori e l'erogazione di borse di studio ai loro figli studenti più meritevoli.
Contributo realizzato grazie ai materiali prodotti dalla Scuola media "G. Vida - Pertini" di Alba (CN)