Roberto Incerti, detentore di numerosi brevetti di perfezionamento dei cuscinetti a sfere, è il fondatore della società che, dopo un complesso iter, ha dato luogo alla Riv.
Nato a Mandriolo di Correggio (Reggio Emilia) il 30 settembre 1862, Roberto GaetanoCarlo Incerti sposta la residenza a Torino nel 1894. Secondo l'atto di emigrazione, a Correggio esercita la professione di impiegato, a Torino risulta invece meccanico e come tale è indicato dal 1901 nella guida (Paravia) della città.
Nel 1903 costituisce con Ettore Rabezzana una società in nome collettivo sotto la ragione sociale Incerti Roberto & C., con sede a Torino in via Marocchetti 34, vicino allo stabilimento della Fiat. Il capitale sociale è modesto, 10.000 lire, l'oggetto sociale era "l'esercizio dell'industria di costruzioni meccaniche". La ditta Incerti accetta commesse dalla Fiat e, intanto, il titolare sperimenta cuscinetti a sfere. Giovanni Agnelli coglie immediatamente l'opportunità di sfruttare l'abilità tecnica di Incerti nel settore nuovo e strategico dei cuscinetti a sfere, facendo entrare la Fiat in compartecipazione con la piccola impresa di Incerti.
Forte di questi successi, Agnelli, ottenuto l'assenso di Incerti, propone al consiglio di amministrazione della Fiat di spostare la società Incerti a Villar Perosa, dove egli è sindaco e possiede vasti terreni e un salto d'acqua. La nuova società, che può contare su un capitale di 600.000 lire (150.000 sottoscritte da Agnelli, 100.000 da Incerti, 50.000 da Rabezzana, 250.000 dalla Fiat e 50.000 dalla Brevetti Fiat), viene chiamata R. Incerti e C. Il suo scopo è la fabbricazione di cuscinetti a sfere, sfere in acciaio e pezzi di meccanica. Soci accomandatari sono Incerti e Agnelli.
Da allora i numerosi nuovi brevetti vengono registrati congiuntamente a nome Agnelli e Incerti oppure a nome della ditta. Nel 1907 la Società, ormai nota comunemente come RIV, aumenta il capitale a 900.000 lire e poco dopo Rabezzana si ritira.
Per motivi mai chiariti, nell'ottobre del 1908 Incerti nomina un procuratore affidandogli "i poteri necessari per amministrare, sorvegliare e gestire l'azienda" e alla fine dello stesso anno abbandona la società con effetto immediato, ritirando la sua quota e chiedendo che il suo nome venga cancellato dalla ragione sociale, che diventa: Officine di Villar Perosa Agnelli e C.
Senza ricavare ulteriori vantaggi, Incerti assume pesanti impegni: per i seguenti otto anni non deve fabbricare in proprio (o concorrere con altri a fabbricare) gli articoli che vengono prodotti dalla ditta di Villar Perosa; non può entrare, come dipendente o socio, in ditte produttrici dei predetti articoli. Per i tre anni successivi non deve neppure costruire o vendere biciclette commercializzate con il suo nome. Il marchio Riv resta alla ditta rilevata dalla Fiat e da Agnelli, il quale, infatti, continua ad usarlo perché negli anni precedenti si è imposto come garanzia di qualità.
Nel 1912 Giovanni Agnelli acquisisce le quote di partecipazione della Fiat e della Fiat Brevetti, diventando così proprietario unico della Riv, che durante la guerra viene riconosciuta azienda ausiliaria e aumenta molto la produzione, orientandosi verso il materiale bellico. Dal canto suo, nel 1909, Roberto Incerti entra in società con certo Delbosco per gestire, a Pinerolo, una modesta officina meccanica dotata di un capitale iniziale di 16.000 lire. L'iscrizione di questa attività presso il tribunale di Pinerolo è, ad oggi, l'ultimo atto amministrativo reperito in cui compaia il suo nome.
Incerti muore a Torino nel dicembre del 1951. Al momento del decesso abita in un alloggio non di sua proprietà, in una casa dignitosa ma certo non ricca, in Via Pinelli 34.
Incerti rimase pochi anni a Villar Perosa, ma lascia un ricordo molto vivo fra i lavoratori e la gente comune. Nel 1998 la Skf (che ha acquisito la Riv) provvede alla ristampa anastatica del catalogo della Roberto Incerti e C. e il comune di Villar Perosa, alcuni anni fa, ha intitolato a Incerti una via.