Achille Castiglioni nasce a Milano il 16 febbraio 1918. Laureatosi in architettura al Politecnico di Milano nel 1944, entra a far parte dello studio di architettura già avviato dai suoi fratelli Livio (1911-1979) e Pier Giacomo (1913-1968). Dal 1952 Livio prosegue la propria attività in autonomia, mentre la collaborazione tra Achille e Pier Giacomo continua in modo proficuo fino alla morte di quest'ultimo. La loro attività, in particolare nel campo degli allestimenti per esposizioni e dei progetti per apparecchi illuminanti e attrezzature domestiche, è caratterizzata dalla ricerca su forme, tecniche e nuovi materiali, in un processo di progettazione "integrale". La luce esercita sui Castiglioni una particolare attrazione, che dà origine a una fra le più interessanti e note produzioni di apparecchi illuminanti di design. Il primo è la lampada Tubino (1949-51), disegnata per Arredoluce partendo da un innovativo tubo fluorescente; la Luminator, che conferma la loro attenzione alle caratteristiche della sorgente luminosa, ottiene il Compasso d'Oro nel 1955. Nei primi anni '60 i Castiglioni iniziano una collaborazione con Flos, che produce alcuni fra i loro progetti più significativi: Gatto e Gatto piccolo, Arco, Relemme e Taccia.
La forte carica ironica dei Castiglioni, che si oppone ad una concezione troppo schematica del funzionalismo, traspare nella lampada a stelo Tojo (1962), realizzata con un faro d'automobile da 300 watt a calotta argentata, un sistema per mettere in tensione il filo preso da una canna da pesca e un trasformatore a vista come base. La rielaborazione di oggetti preesistenti è un punto centrale della metodologia dei Castiglioni, che Achille sviluppa in modo originale in tutta la sua lunga attività successiva. Così, nel caso del tavolino Cumano (1977) per Zanotta, ispirato ai tavolini da bistrot francesi, è bastato inserire un foro sul piano per aggiungere la funzione di "appendere" accanto a quelle di "piegare e riporre" insite nell'oggetto iniziale. È il caso anche degli sgabelli Sella (1983) e Mezzadro (1970) prodotti da Zanotta. Pur tralasciando la sua vasta esperienza come progettista di ambienti e allestimenti di mostre e stand, la ricerca e i progetti di Castiglioni appaiono straordinariamente ampi: dagli apparecchi radio e stereo (Brionvega, 1966), agli interruttori rompitraccia, agli orologi, ai prototipi per cappelli (Borsalino), ai telefoni (Italtel, 1977), agli accessori e utensili domestici (Alessi). La collaborazione con quest'ultima azienda porta alla realizzazione di importanti collezioni di posate (Dry), bicchieri (Orseggi) e oggetti per la tavola.
All'attività progettuale e a quella critica (nel periodo fra il 1950 e il 1960 lavora nella rivista "Stile Industria") si unisce la pratica didattica: dopo aver ottenuto la libera docenza in "Progettazione artistica per l’industria" nel 1969, fino al 1980 insegna alla Facoltà di Architettura di Torino e dal 1981 è titolare della cattedra di Arredamento e Disegno Industriale alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano, che nel 2001 gli attribuisce la laurea honoris causa. Nel 1956 è tra i fondatori dell'ADI (Associazione per il disegno industriale) e nel periodo 1950-1969 è consulente artistico della RAI. Castiglioni muore il 2 dicembre 2002. Durante la sua lunga e innovativa attività, gli sono stati attribuiti moltissimi riconoscimenti, fra cui ben nove Compassi d'Oro; inoltre, sue opere sono esposte al Moma di New York e in numerosi musei di tutto il mondo.