Michele De Lucchi nasce a Ferrara nel 1951.
Dopo la laurea in architettura a Firenze nel 1975 si trasferisce a Milano, dove avvia la sua attività di designer. E' uno dei protagonisti dell'architettura radicale e sperimentale degli anni Ottanta, quando partecipa al Gruppo Memphis nel 1981. Questo gruppo, sotto la guida di Ettore Sottsass, riunisce giovani designers ed architetti, provenienti da tutto il mondo e animati dalla necessità di progettare spazi ed ambienti in aperta rottura rispetto al panorama dell'arredamento classico e della visione del razionalismo.
In questi anni lavora anche con altri gruppi: Centrokappa, Cavart, di cui nel 1973 è cofondatore, e, in particolare, Studio Alchimia, avviato nel 1976 da Alessandro Guerriero. Nel 1979 inizia una lunga collaborazione con la Olivetti, prima come consulente poi, dal 1992 al 2002, come responsabile del settore design per i prodotti d'ufficio.
In questi vent'anni De Lucchi segue il passaggio dai primi calcolatori fino all'affermazione dell'elettronica, disegnando computer, stampanti, calcolatrici; inoltre si occupa di arredamenti per ufficio, non limitandosi al disegno dei mobili ma studiando in modo organico il complesso dell'ambiente di lavoro, dall'architettura dell'edificio a quella dell'ufficio. Tra i progetti per Olivetti ricordiamo i notebook Philos 33-33 Color e il computer M6 del 1993, il portatile Echos, progettato con Hagai Shvadron, e il Mock-up del 1994; il computer M4-82 Modulo del 1993, il telefono/fax a carta comune OFX 500 del 1998, e infine il Chiosco multimediale del 1995 disegnato con Tony Macchi e Enrico Quell.
Nel 2001 ottiene il Compasso d'oro per la stampante AirJet 10 e nel 2000 l'IF Design Award per il multifunzione JetLab 600. La sua esperienza nel campo dell'ambiente di lavoro lo porta a sviluppare progetti sperimentali per Computers, Philips, Siemens e Vitra. All'attività per l'azienda di Ivrea si affianca quella per altri grandi aziende italiane, in tutti i campi della produzione industriale. Dopo aver aperto nel 1984 uno studio in proprio a Milano, De Lucchi disegna prodotti per Artemide, Dada Cucine, Kartell, Matsushita, Mauser, Poltrona Frau, Mandarina Duck, Pelikan, Compaq Computers.
Nel 1989 ottiene il Compasso d'Oro per la lampada Tolomeo.
Dalla sua ricca esperienza professionale De Lucchi ha ricavato una precisa visione del design, visto come importante mezzo di comunicazione, del designer e del ruolo dell'industria nel mondo contemporaneo. De Lucchi svolge un'intensa attività progettuale anche per allestimenti di negozi ed esposizioni e nel mondo dell'immagine, curando progetti di corporate identity per Poste Italiane, Ferrovie dello Stato e ENEL. Nel 1990 crea Produzione Privata, una piccola impresa nel cui ambito vengono disegnati prodotti senza committenza, realizzati con modalità e tecniche artigianali. Dal 2001 è professore ordinario di disegno industriale alla Facoltà di design e arti dell'Università IUAV di Venezia.