Nato a Torino nel 1905, Carlo Mollino si laurea presso il Politecnico nel 1931, dove è incaricato per i corsi di Decorazione, poi dal 1949 Architettura degli interni, arredamento e decorazione. Dal 1956, e fino alla sua morte, è titolare della cattedra di Composizione architettonica. Mollino è un artista eclettico: architetto, designer, fotografo, scrittore e poi sciatore e pilota di auto da corsa. Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo il Teatro Regio di Torino, la stazione sciistica del Lago Nero a Sauze d'Oulx, gli uffici della casa editrice Einaudi, l’Auditorium Rai di Torino. Mollino si dedica in particolare alla progettazione di interni e di arredi: i suoi mobili sono eseguiti in modo rigorosamente artigianale e quasi sempre in pezzi unici, o al massimo in tre o quattro esemplari, tutti destinati al medesimo committente. Fruttuosa la sua collaborazione di progettista con artigiani esecutori - primi tra tutti il laboratorio di Apelli e Varesio - che si rendono disponibili a sperimentare nuovi linguaggi, proprio come avverrà nei distretti lombardi della Brianza. Mollino è, quindi, responsabile della diffusione di una spiccata attenzione per il mondo artistico e per la capacità tecnica della concezione ed esecuzione dei pezzi, spesso risultati di veri processi ingegneristici, come i tavoli con base in compensato forato e curvato o in legno scolpito.
Per quanto lontano dai temi dell’industrializzazione, sia in ambito architettonico sia in quello del prodotto d’arredo, gli oggetti e le "ambientazioni" progettate da Mollino influenzano profondamente la cultura del design industriale del Piemonte fin dagli anni Trenta. Gli spunti di Mollino, di impostazione idealista, vengono rielaborati negli anni Settanta mediante l'uso dei nuovi materiali plastici dal Gruppo 65 per il marchio Gufram, con una paradossale elezione a simbolo della ribellione radicale di oggetti - come il divano Bocca - concepiti prima della guerra.