La Società di mutuo soccorso di Carmagnola nasce grazie all'intervento della borghesia illuminata che è a capo della città: questa infatti avverte l'esigenza di farsi carico di una solidarietà mutualistica a vantaggio degli operai e degli artigiani. Il 27 giugno 1852 il sindaco Giovanni Sola, con un manifesto pubblico, invita tutti i lavoratori carmagnolesi a una riunione per discutere della costituzione di una società di mutuo soccorso in Carmagnola; la Società viene formalmente costituita il 1° agosto dello stesso anno. Ai suoi esordi la Società consta di circa 50 soci; grazie alle quote versate mensilmente, è in grado di erogare sussidi agli ammalati, di dotarsi di un medico interno e di costituire un Comitato di istruzione.
Alla Società di Carmagnola aderiscono soprattutto artigiani cittadini mentre il numero di contadini presenti, a causa degli scarsi mezzi finanziari di cui essi dispongono, è- e resterà- irrilevante. Oltre al mutuo soccorso nascono progressivamente in seno alla Società nuove esigenze; la SOMS infatti attua una serie di iniziative collaterali quali l'organizzazione della prima festa sociale, nel 1857, e la creazione di un forno per la cottura e la distribuzione del pane.Nel 1867 gli amministratori decidono di costituire una sede stabile ove sviluppare tutte le attività societarie. Il 10 luglio viene acquistata ad un'asta comunale, per la somma di 7.700 lire, Casa Cavassa, palazzo storico, appartenuto alla famiglia carmagnolese dei Cavassa, tuttora sede della Società.
Nel 1872 viene istituito invece un magazzino di previdenza per poter acquistare all'ingrosso derrate alimentari da riservare ai soci a prezzi concorrenziali. Durante il periodo 1873-1929 l'attività della Società si svolge secondo i canoni rigorosi del mutuo soccorso; eventi rilevanti sono il contributo offerto nel 1873 alla nascita della Società delle Artigiane e la comparsa per la prima volta su un atto d'archivio, nel 1893, delll'intitolazione della SOMS a Francesco Bussone, detto "il Carmagnola".
Gli anni che vanno dal 1929 al 1945 rappresentano invece il periodo più buio per la storia della Società, a causa dell'instaurazione del rapporto di affittanza di alcuni locali della sede all'Opera nazionale dopolavoro (OND) fascista. A partire dal 1932 i rappresentanti dell'OND, che pagano saltuariamente gli affitti, minacciano di sospendere la Società perché non in linea con le direttive del partito in tema di attività dopolavoristiche. Dal 1936 cessano del tutto i pagamenti per cui la Società non è più in grado di svolgere le sue funzioni di mutuo soccorso. La vita della SOMS riprende alla fine della guerra; seppur faticosamente a causa delle scarse entrate e della creazione dei grandi istituti di previdenza sociale che svolgono le stesse finalità originarie delle Società di mutuo soccorso.
La Società, perciò, si trasforma progressivamente in ritrovo dopolavoristico; negli anni Sessanta e Ottanta, rispetto alle finalità di mutuo soccorso, è preponderante l'organizzazione di iniziative quali feste, incontri e attività culturali.
All'inizio degli anni 2000 la Società si appresta a vivere una nuova stagione: dopo il restauro, una parte di Casa Cavassa viene inserita nel progetto "Parco del Po".