Nell'ottobre del 1848 Matteo Brezzo, che aveva già partecipato alla Società di mutuo soccorso della classe dei calzolai, propone ad alcuni artigiani pinerolesi la costituzione di una Società generale fra gli operai di Pinerolo; questa, prescindendo dal vecchio sistema delle classi e delle corporazioni, deve raccogliere indistintamente tutti i lavoratori. L'associazione, prima nel suo genere in Italia, ha il consenso e l'aiuto della borghesia perché si propone di migliorare le condizioni dei lavoratori con la pratica del mutuo soccorso.
Nei primi quattro mesi la Società raccoglie consensi e già nel febbraio 1849 conta 200 iscritti. Dopo gli iniziali festeggiamenti viene redatto un regolamento che entra legalmente in vigore il 10 luglio con un decreto reale. Gli anni Cinquanta e Sessanta vedono una serie di iniziative assistenziali a favore dei soci: nel 1854 inizia la propria attività la panetteria sociale, che vende pane a prezzi inferiori, e nel 1856 viene istituita una Cassa di sussidi in favore degli iscritti impossibilitati a lavorare in seguito a infortuni e malattie. Nel 1863 si costituisce un Comitato di previdenza incaricato di attivare un magazzino per la vendita regolare di generi di prima necessità a prezzi inferiori.
Tra il 1865 e il 1870 aumentano il numero dei soci (nel 1870 sono 340) e i consensi esterni alla Società: ne è dimostrazione l'affetto con cui è sentito il diciottesimo anniversario dalla fondazione nel 1867. Nel 1870, approfittando dell'ottima situazione finanziaria, si procede all'acquisto di una casa in via Corpo di Guardia per poter alloggiare simultaneamente sede sociale, forno e magazzino. Il periodo compreso tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta è particolarmente difficile per la Società; in un primo momento risente di una forte crisi generale e successivamente è animata da dissidi interni e minacciata dalla concorrenza di altre consorelle come la Società di mutuo soccorso arti e mestieri; nel 1896 il numero dei soci scende a 241 unità.
Agli inizi del Novecento, in seguito anche a una serie di provvedimenti vantaggiosi, si assiste a una ripresa; i soci salgono a 472 nel 1902 e diventano 730 nel 1906. Il cospicuo aumento di iscritti però determina una scissione interna; molti dei nuovi associati vorrebbero introdurre nella Società riforme di tipo socialista.
Davanti al rifiuto della maggioranza dei soci i riformisti abbandonano l'associazione e fondano la Società operaia d'ambo i sessi. Negli anni Venti la Società riesce a fronteggiare le difficoltà postbelliche e a mantenere intatto il proprio numero di soci grazie all'erogazione di sussidi elevati; solo così si è in grado di fronteggiare la concorrenza delle mutue che si stanno diffondendo all'interno delle fabbriche.
In epoca fascista la Società, a differenza di altre consorelle, non viene sciolta ma subisce ripetute limitazioni e un commissariamento nel 1939. Per poter sopravvivere deve rinunciare ai valori della tradizione mutualistica e veicolare tra i lavoratori il consenso al regime. Nel 1941 dall'unione tra la Società generale e la Società di mutuo soccorso arti e mestieri nasce la Mutua volontaria di assistenza e previdenza di Pinerolo, che però non riesce a risolvere gli enormi problemi generati dalla guerra. A partire dagli anni Cinquanta l'introduzione dello stato sociale determina il lento ma inesorabile declino dell'associazione. Nel corso di circa un trentennio la sua attività si riduce al solo pranzo sociale annuale.
Nel 1984 i 16 soci ancora iscritti decidono di ridare vita alla Società con una serie di iniziative, come la costituzione della Società Mutua Pinerolese. Nei primi anni Novanta, si costituisce il Museo Storico del Mutuo Soccorso, finalizzato alla conservazione e valorizzazione della documentazione del mutualismo italiano.
Contributo tratto da "E' una lunga storia. Alle origini del mutualismo italiano: la Società generale fra gli operai di Pinerolo (1848-1998)", a cura di B. Gera e D. Robotti, Fondazione Centro per lo Studio e la Documentazione delle Società di Mutuo Soccorso, Centro studi piemontesi, 1998