La crisi tra la Cgdl e la base operaia precipita tra il dicembre del 1911 e il gennaio del 1912, quando l'assemblea dei lavoratori del settore automobilistico respinge il nuovo regolamento di fabbrica concordato tra la Fiom e l'associazione degli industriali.
L'immediata proclamazione dello sciopero, sollecitata dai rivoluzionari intervenuti nel dibattito, dà inizio a una lotta lunga e sfortunata, al termine della quale il fronte operaio appare irrimediabilmente spezzato e indebolito, quello padronale concordemente tornato alla pratica dell'intransigenza.