Dopo aver lasciato intravedere per un breve momento un possibile sbocco rivoluzionario, il conflitto viene composto grazie all'intervento del presidente del consiglio Giovanni Giolitti.
Si raggiunge una mediazione, che sotto le apparenze di una vittoria operaia (viene accettato il principio del "controllo sindacale" sulle aziende ma se ne affida la messa in atto a una commissione paritetica che non
avrebbe mai ultimato
i suoi lavori), riconsegna le officine ai loro proprietari e avvia un ritorno alla normalità che si sarebbe accelerato e consolidato grazie alla crisi economica sopraggiunta l'anno seguente.