Sommandosi alle forti tensioni che agitano da tempo il clima sociale, l'attività dei consigli contribuisce ad
alimentare l'indisciplina che è diffusa in molte officine e che indurrà il dirigente confindustriale Gino Olivetti a denunciare l'inconciliabile presenza di due poteri all'interno dei luoghi di lavoro.
Preceduto da un ciclo pressoché ininterrotto di agitazioni che colpiscono i centri nevralgici del sistema industriale del Paese, il conflitto tra imprenditori e sindacati culmina nella vertenza nazionale dei metalmeccanici dell'autunno 1920.