Nel 1922 la vittoria del fascismo muta radicalmente il quadro di riferimento delle relazioni sindacali e di lavoro.
Uno dei cardini del programma mussoliniano consiste infatti nel superamento della lotta di classe in nome dell'interesse superiore della comunità nazionale e dello Stato: a questo scopo i sindacati "democratici" vengono emarginati e sostituiti con i "sindacati nazionali", emanazione diretta del movimento fascista.