La straordinaria crescita della produzione del filo di seta si integra con il lavoro nei campi: ampie aree agricole, soprattutto nelle colline, trovano, in questa evoluzione, insperate occasioni di reddito aggiuntivo al lavoro agricolo, mentre l'aumento della domanda del semilavorato serico da parte delle tessiture europee (tra le quali emerge il polo lionese, collegato con le grandi corti europee e in particolare con Parigi) accompagna e sostiene la sempre più ampia diffusione dell'allevamento del baco.
Nel corso del Settecento quest'ultimo rappresenta, insieme alla coltivazione della vite, la differenziazione tipica per gli agricoltori piemontesi.