Le uniche industrie che traggono un vantaggio immediato sono le imprese di filatura e tessitura del cotone, in virtù dei significativi progressi già compiuti nella produzione di un bene di consumo di massa a basso prezzo.
Proprio dalla protezione scaturisce anzi un sostegno decisivo al processo di espansione del settore.
Nel panorama industriale nazionale, il settore tessile si distingue rispetto agli altri per la maggiore dimensione delle fabbriche e per una massiccia concentrazione nelle regioni del nord. Nel 1911 quasi il 90% dei lavoratori è piemontese, ligure, veneto o lombardo; a quella data inoltre in media ogni opificio tessile dà lavoro a circa 80 operai.