Alla politicizzazione dello scontro sindacale nelle fabbriche imposto dalle nuove organizzazioni dei lavoratori si contrappone sul fronte degli imprenditori l'Amma, Associazione metallurgici, meccanici e affini, presieduta da Giovanni Agnelli. Nella primavera del 1920 lo "sciopero delle lancette" si risolve con la sconfitta degli operai e la riduzione dei poteri delle commissioni interne, ma già nell'estate, al culmine di quello che sarebbe stato ricordato come il “biennio rosso”, la conflittualità nelle fabbriche riesplode con le occupazioni dei grandi impiasnti industriali prima a Torino e a Milano, poi nel resto del triangolo industriale.