L'industria italiana non può produrre gli armamenti necessari alle diverse latitudini in cui è rivolto l'impegno bellico, ciò mentre la rescissione dei rapporti di mercato con le principali fonti di approvvigionamento di materie prime e con alcuni tra i maggiori acquirenti delle esportazioni italiane, pone limiti invalicabili alla crescita industriale. L'ondata di distruzione durante gli ultimi anni del conflitto colpisce il paese e la sua popolazione con durezza estrema.