Presentata al pubblico torinese da uno dei soci di Ceirano, l'avvocato Goria Gatti, la vettura incontrò il pieno consenso degli automobilisti italiani e questo successo portò alla notorietà la "Ceirano &C." tanto da interessare un gruppo di finanziari piemontesi, che proprio allora stavano gettando le basi per la costituzione di una società italiana per la costruzione e il commercio delle automobili: la F.I.A.T. Infatti chiesero a Ceirano di cedere loro, per lire 30.000 la sua azienda, lasciando a quest'ultimo l'esclusiva di vendita per l'Italia. Avvenne così la cessione dei brevetti e di tutte le attività della "Ceirano & C.", uomini compresi.