Alla fine della guerra, in virtù delle disposizioni del Comitato di Liberazione Nazionale, la proprietà e la dirigenza vengono esautorate e sostituite da Consigli di Gestione, mentre il Presidente Agnelli e Vittorio Valletta (amministratore delegato dal 1939) sono deferiti alla Commissione di epurazione.
Quando muore, il 16 dicembre 1945, Giovanni Agnelli formalmente non è più proprietario della Fiat. Il ripristino della proprietà avverrà nel 1946, con l'assunzione della presidenza da parte di Vittorio Valletta il quale sarà impegnato, innanzitutto, a rimettere in piedi gli stabilimenti danneggiati.