All'inizio degli anni Cinquanta la Nebiolo è in difficoltà per mancanza di liquidità. Viene affidata ad amministratori giudiziari che attuano un programma di risanamento basato su una riduzione di occupazione: gli operai si mobilitano subito contro i licenziamenti e la diminuzione d'orario.
Nell'aprile 1951 tutti i lavoratori Nebiolo manifestano in piazza Castello a Torino; il mese dopo viene indetto uno sciopero generale di tutti i metallurgici torinesi a sostegno delle maestranze Nebiolo. Nonostante ciò ad ottobre vengono licenziati 980 operai e 250 impiegati.