Ne deriva un'endemica fame di liquidità, testimoniata dai due aumenti di capitale del 1906 e del 1911 (da 2,5 a 4 e poi a 6 milioni), segno di una difficoltà nella programmazione di medio periodo: le risorse finanziarie non sembrano avere l'elasticità necessaria per affrontare l'instabilità della domanda, ed il potenziamento delle strutture produttive impone la ricerca di nuovi lavori per mantenere gli impianti a pieno regime e ridurre i costi.
Tra il 1912 e il 1915 gli utili Snos diminuiscono per il calo delle ordinazioni delle Ferrovie dello Stato, e per lo scoppio della "guerra europea", (rincaro delle materie prime, denaro e maestranze).